IN BREVE: “Una Vita Senza Parole” è un progetto pro bono dedicato alla comunicazione aumentativa/alternativa (CAA). Seppia ha contribuito alla sua crescita visiva e digitale tramite il restyling del logo — curato da Ilaria Macarra — e la realizzazione del sito web ad opera di Gloria Balbi. Su queste basi sono poi stati sviluppati materiali grafici per la comunicazione online e offline. Un progetto che unisce impegno sociale, design e una visione accessibile.
Un progetto che nasce dal volontariato e dalla comunicazione visiva
“Una Vita Senza Parole” è un’associazione che si occupa di promuovere la comunicazione aumentativa/alternativa (CAA), offrendo supporto a persone con difficoltà comunicative e alle loro famiglie.
Quando ci è stata proposta la possibilità di contribuire al percorso dell’associazione con un progetto pro bono, il team ha risposto con entusiasmo: un lavoro in cui creatività e sensibilità sociale potevano incontrarsi in modo concreto.
Il restyling del logo: un’identità visiva più chiara e inclusiva
La prima fase del progetto è stata guidata da Ilaria Macarra, che ha curato il restyling del logo dell’associazione.
Il lavoro è stato svolto sulla base delle richieste della referente della ODV e ha previsto:
- l’aggiornamento delle forme e dei simboli già esistenti,
- la definizione di una nuova palette cromatica, accessibile e coerente con i principi della CAA,
- una semplificazione visiva che rendesse il marchio più leggibile, empatico e riconoscibile.
L’obiettivo era mantenere l’identità dell’associazione, ma renderla più attuale, usabile e funzionale nei diversi contesti comunicativi.
Il sito web: accessibilità, chiarezza e illustrazioni a supporto
La seconda fase ha visto protagonista Gloria Balbi, Resp. Reparto Web, che ha realizzato il sito ufficiale dell’organizzazione.
Gloria si è occupata di:
- progettare la struttura e l’architettura dei contenuti,
- sviluppare l’intero sito,
- selezionare le illustrazioni più adatte a completare l’identità visiva definita da Ilaria,
- curare leggibilità, accessibilità e semplicità d’uso.
Le illustrazioni sono state fondamentali: hanno dato continuità alla palette e al logo aggiornato, contribuendo a definire un linguaggio visivo calmo, accogliente e facilmente interpretabile.
Il risultato è un sito pulito, intuitivo e pensato per un pubblico estremamente diversificato, composto da famiglie, operatori e volontari.
Dalla base visiva ai materiali di comunicazione digitale
Grazie al lavoro combinato di Ilaria e Gloria — rispettivamente sulla parte di identità visiva e interfaccia del sito — è stato possibile creare un apparato grafico coerente e versatile da utilizzare anche sui canali digitali dell’associazione.
Sono stati prodotti:
- materiali informativi per i social,
- grafiche divulgative,
- elementi coordinati per le comunicazioni online.
Ogni contenuto è stato progettato per essere semplice, leggibile e in linea con i principi della CAA.
Supporto alla comunicazione offline: la partecipazione alla Fiera del Welfare
In occasione della partecipazione dell’associazione alla Fiera del Welfare di Roma, Seppia ha offerto un ulteriore supporto, realizzando materiali promozionali basati sull’identità visiva definita nelle prime fasi del progetto.
Sono stati prodotti:
- cartoline informative,
- flyer istituzionali,
- roll-up per lo stand,
- materiali coordinati per la presenza fisica in fiera.
La coerenza con logo, palette e illustrazioni ha garantito un impatto visivo immediato e riconoscibile.
Un progetto che resta e che unisce creatività e impegno
“Una Vita Senza Parole” non è stato soltanto un progetto pro bono: è stato un percorso di collaborazione che ha permesso di mettere competenze creative, tecniche e umane al servizio di un obiettivo importante.
Il contributo di Ilaria Macarra sul fronte della brand identity, insieme al lavoro di Gloria Balbi sul sito e sull’apparato illustrativo, ha permesso di costruire un’identità completa e coerente, capace di sostenere la missione dell’associazione in modo professionale e accessibile.
Un progetto che ricorda quanto il design — quando è guidato da attenzione e sensibilità — possa diventare un vero strumento di inclusione.