Canva è lo strumento ideale per chi ha bisogno di grafiche veloci e semplici. Può essere visto come uno strumento da integrare nel proprio flusso di lavoro o una via per collaborare con chi non ha competenze di design.
Il problema però sta proprio qui: molti considerano Canva come una scorciatoia o un tool per chi non sa fare design. Ma è davvero così?
Che cos’è davvero Canva e perché tutti ne parlano
In molti lo conosceranno, forse lo ripudiano o forse lo usano in segreto.
Lanciato nel 2013, Canva è uno strumento di progettazione grafica e pubblicazione online (e anche in app) che permette di creare progetti visivi molto variegati: dalle presentazioni, ai post social, ai volantini, alle animazioni e molto altro ancora.
Ciò che vuole è consentire a chiunque di progettare qualsiasi cosa e pubblicare ovunque. Si descrive come “alla portata di tutti” ed è vero, perché ha un’interfaccia estremamente intuitiva e offre una vasta libreria di modelli, icone, immagini, font, clipart, il tutto già pronto per essere usato da chi magari non ha una formazione da grafico.
Canva vs grafici professionisti: perché c’è così tanta diffidenza?
Alcuni sostengono che “distrugga” il mondo del graphic design, perché molte grafiche sono costruite su modelli simili tra loro, il che limita la creatività e l’originalità. Altri designer lo sentono come un rivale perché permette a chiunque di produrre grafiche economiche e veloci mettendo in discussione il ruolo tradizionale del designer.
Altri ancora criticano i suoi limiti tecnici: non offre lo stesso grado di personalizzazione di software come Illustrator o Photoshop, e per lavori complessi (stampe, branding su misura) è visto come “troppo poco professionale”. Per esempio i file esportati da Canva spesso non sono adeguati alla stampa professionale e si rischia di consegnare materiali “poco tecnici”
Il mito del “software per cuggini”: quanto c’è di vero?
È vero, Canva è progettato anche (ma non solo) per chi non è un grafico professionista, per chi ha bisogno di risultati rapidi, semplici e funzionali. Ma questo non significa che un professionista non possa farne buon uso. Ogni tool che usiamo deve essere un alleato e uno strumento per lo scopo finale, non deve sostituire il valore, la creatività o l’esperienza di un professionista.
Grazie ai propri studi, si può capire quando Canva è utile da usare per velocizzare il lavoro o quando non serve.
Quindi sì: può essere un “software per i cuggini” in quel senso, ma non è detto che sia davvero una minaccia, può essere invece un’ulteriore risorsa utile.
Il ruolo di Canva oggi: opportunità o minaccia?
In conclusione, Canva è davvero il nemico per noi grafici? In un tempo in cui va tutto veloce e le tempistiche sono sempre più strette, abbiamo bisogno di tool che siano nostri alleati, che ci aiutino a lavorare in maniera più semplice e immediata. Questo può far storcere il naso a tanti grafici, è comprensibile.
Abituati al trend dei “cuggini”, del “tool scorciatoia” e del “AI che ci ruba il lavoro” è normale voler seguire la tradizione: Indesign, Photoshop e illustrator. Però è anche vero che i tempi cambiano e bisogna adattarsi. Canva è uno strumento che se usato nel modo giusto può diventare un grande alleato. Non risolve tutte le esigenze del graphic design professionale, è ovvio, ma va bene così, perché l’importante è saper usare ogni strumento per l’obiettivo che si vuole raggiungere.E poi c’è una cosa che nessun cuggino e nessuna AI potrà mai sostituire a un professionista: lo studio, l’esperienza e la creatività.
Federica Mangini – Junior Graphic Designer